Luogo: Isernia Indirizzo: Località La Pineta Telefono: 000-000000 Giorni per visitarlo: Visitabile a richiesta Tematica: Siti archeologici Visitato: 1958 volte Sito Web: La Pineta ...
Descrizione
Gli scavi paleolitici in località La Pineta risalgono al 1979, e sono venuti alla luce durante i lavori per la costruzione della superstrada Napoli-Vasto. Si tratta di un'area abitata verosimilmente dalle comunità umane dell'entroterra d'Isernia, e la datazione effettuata con metodi radiometrici, secondo gli studi dell'Università di Ferrara, ha consentito di identificare i numerosissimi resti ritrovati a circa 700.0000 fa. I reperti degli accampamenti umani su un terreno di origine lacustre e poi ricoperto da materiali di esondazione fluviale, si sono ben conservati grazie ad uno spesso strato di ceneri vulcaniche che hanno successivamente ricoperto la zona. Si è portata in superficie una gran quantità di resti di animali di grossa taglia (elefanti, cervidi, orsi, bisonti, cinghiali, rinoceronti, leoni, ippopotami), ma anche di uccelli, piccoli roditori e rettili, accompagnati da armi da taglio in selce o pietra calcarea, verosimilmente utilizzate per il procacciamento del cibo e il taglio delle carni. Gli uomini di quel periodo vivevano e cacciavano in piccoli gruppi e avevano insediato i propri villaggi sulle rive dei corsi d'acqua che scorrevano nella zona, caratterizzata secondo le analisi degli esperti, da ampie aree verdi, pascolo per gli animali, pochi alberi e diverse zona umide appunto, in cui la vegetazione si intensificava. Vi erano inoltre piccole conche in travertino all'interno degli spazi acquitrinosi, usate come rifugi dai cacciatori, che vi tornavano dopo le battute di caccia come ad una base. I resti gli animali (le ossa, dopo che queste erano state liberate delle carni attraverso l'uso degli strumenti ritrovati dagli archeologi) erano sovente gettati nell'acqua.