Luogo: L'Aquila Indirizzo: Via San Bernadino Telefono: 000-000000 Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica Tematica: Chiese, Cattedrali, Basiliche Visitato: 12973 volte Sito Web: Non consultabile!
Descrizione
La Basilica di San Bernardino a L'Aquila fu costruita nel 1454 per volere dei Santi Giovanni da Capestrano e Giovanni della Marca, discepoli del santo senese. La facciata, tipicamente rinascimentale, venne realizzata da Nicola Filottesio detto Cola dell'Amatrice, e consta di una struttura che si articola in tre livelli, in ognuno del quali si inseriscono quattro coppie di colonne, rispettivamente di ordine dorico, ionico e corinzio. Al centro, troviamo uno splendido portale sormontato da un bassorilievo della Vergine con Gesų Bambino, accompagnata da San Francesco, San Bernardino e San Girolamo da Norcia. Il tempio presenta una pianta a croce latina, con tre navate sulle quali si aprono cappelle laterali, recanti cupole ottagonali. Lo stile che caratterizza l'interno č quello ricco del barocco, rappresentato esemplarmente dal soffitto in legno policromo e dorato, opera di Ferdinando Mosca da Pescocostanzo, al quale č attribuito anche l'organo monumentale. La seconda cappella a destra presenta una pala d'altare in terracotta smaltata bianca su fondo azzurro, di Andrea della Robbia. Di Silvestro dell'Aquila, a sinistra dell'altare maggiore, possiamo ammirare l'elegante sepolcro di Maria Pereyra Camponeschi, e soprattutto il cuore della devozione facente capo alla Basilica, il mausoleo del Santo dedicatario, San Bernardino da Siena, che si trova sulla navata destra. Le spoglie del Santo sono racchiuse in un'urna argentea moderna (a sostituzione dell'esemplare antico che fu trafugato dai Francesi all'epoca dell'invasione), la quale si trova all'interno di un monumento funebre, interamente cesellato a bassorilievi marmorei. Accanto al sacello, si trova una maschera mortuaria del Santo, in cera. Sempre per quanto riguarda il mausoleo, cuore ideale della Basilica, sono degni di nota gli affreschi che ricoprono la volta, di Girolamo Cenatempo, e i due candelabri del '500, in legno policromo.