Luogo: Catania Indirizzo: Piazza Stesicoro Telefono: 000-000000 Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica Tematica: Siti archeologici Visitato: 6020 volte Sito Web: Non consultabile!
Descrizione
Rimangono nella Piazza Stesicoro i resti dell'Anfiteatro di etą romana di Catania. Si tratta di uno dei pił grandi, presentando una circonferenza esterna di ben 309 metri, secondo solo all'Anfiteatro Flavio a Roma e all'Arena di Verona. Pare contenesse fino a 15.000 spettatori seduti. La sua origine si data generalmente al II secolo d.C. Nel 251 d.C. esso venne ricoperto dalla lava dell'Etna e nell'XI secolo dovette subire l'affronto, comune a molti altri monumenti dell'antichitą, di essere depredato dei propri materiali costruttivi per la realizzazione di opere civili e sacre nella cittą, per ordine di Ruggero il Normanno. Dopo il terremoto del 1693, la struttura venne interrata al fine di evitare che i suoi cunicoli venissero usati come nascondiglio dai malfattori. Venne anche successivamente usato come piazza d'armi e rimase nel dimenticatoio finchč il Principe di Biscari diede ordine di realizzare degli scavi per recuperarne i resti, al fine di testimoniare l'esistenza dell'Anfiteatro stesso, la cui presenza in cittą era stata messa in dubbio. Gli scavi archeologici iniziarono nel 1904. L'Anfiteatro venne costruito addossato alla collina vicina, dalla quale era separato da un corridoio a grandi archi, che fungevano da sostegno per le gradinate. Dell'edificio restano questo corridoio, parte delle arcate esterne e alcuni archi che sotenevano le gradinate e i corridoi interni. Della cavea e del podio rimane ben poco. La struttura era realizzata con blocchetti di pietra lavica, disposti in strati intercalati da strati di mattoni, mentre gli archi sono semplicemente in mattoni all'esterno ed all'interno in una sorta di calcestruzzo, composta da pietre e malta (opus caementicium). Il podio era rivestito in marmo, per cui riccorre anche per quest'edificio la caratteristica alternanza cromatica tra il chiaro e lo scuro, che caratterizzava le costruzioni catanesi, dove l'impiego della locale pietra lavica era massiccio.