Luogo: Potenza Indirizzo: Piazzale Aldo Moro Telefono: Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica Tematica: Chiese, Cattedrali, Basiliche Visitato: 2469 volte Sito Web: Non consultabile!
Descrizione
La Chiesa di Santa Maria del Sepolcro affonda le proprie origini presumibilmente all'epoca della Terza Crociata (1190/1191) e le lega all'Ordine dei Templari. E' probabile che alcuni membri dell'Ordine, originari di Potenza, al ritorno in patria, intrapresero la costruzione dell'edificio sacro, all'incrocio tra la via Herculia con quella che seguiva il Basento fino allo Jonio. Nel periodo successivo, in seguito all'ampliamento dell'insediamento circostante, la chiesa divenne probabilmente sede parrocchiale, fino all'epoca della pestilenza, che colpì la zona agli inizi del XV secolo, decimando gran parte della popolazione. Dal 1488 il Conte di Potenza, Antonio de Guevara, affidò la Chiesa all'Ordine Francescano, che se ne occupò fino alla fine del XIX secolo, quando le congregazioni furono soppresse, a seguito dell'unità d'Italia. L'ordine francescano ne rientrò in possesso nel 1938 e tuttora vi risiede. Un'altra ipotesi sulle origini della Chiesa si fa risalire al miracolo che San Gerardo, beneamato vescovo potentino, operò in località Santa Maria. Un altro vescovo famoso, Claverio, nel 1647 riportò a Potenza da Roma una reliquia del sangue di Cristo, da allora conservata in Santa Maria del Sepolcro, all'interno di un monumentale altare barocco, risalente al 1656, per il quale fu creato successivamente uno splendido reliquiario a guglie, di gusto gotico, in argento, che è ancora in uso. All'esterno, la facciata della chiesa è romanica, con un portico anteriore a tre arcate, attraverso il quale si giunge ad un portale in pietra calcarea, il quale incornicia il portone di legno, decorato a motivi floreali di pregiata fattura, risalente ai primi del '500. La chiesa ha un impianto ad aula, terminante in un abside, e presenta una navata laterale sinistra, aggiunta a posteriori, nel secolo XVII, a seguito degli interventi fatti realizzare dal vescovo Claverio, tra i quali spicca la costruzione del soffitto in legno policromo e dorato.