Luogo: Potenza Indirizzo: Largo Duomo Telefono: 000-000000 Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica Tematica: Chiese, Cattedrali, Basiliche Visitato: 3944 volte Sito Web: Cattedrale di S. Gerardo ...
Descrizione
La Cattedrale venne costruita nel XIII secolo, allora intitolata alla Vergine Maria, poi dedicata al patrono di Potenza, San Gerardo (vescovo piacentino, giunto in Lucania all'inizio del 1100). Nata come una basilica romanica a tre navate, fu quindi trasformata in un edificio neoclassico, dalle linee semplici e sobrie, al termine del XVIII da un allievo del Vanvitelli, l'architetto Antonio Magri, secondo il volere dell'allora vescovo Andrea Serrao. Il portale duecentesco è sormontato da un timpano, nel cui centro troviamo lo stemma del vescovo Claverio (1646-1672). Sulla porta in bronzo, opera di Giovanni Niglia (1978), possiamo ammirare in un continuum narrativo: al centro il Cristo risorto, circondato dai simboli degli Evangelisti, dall'alto in basso alcuni tratti della storia del popolo potentino a partire dal 1111, l'anno in cui Gerardo divenne vescovo. Ai piedi dell'ingresso principale un'ampia gradinata a ventaglio, mentre l'ingresso secondario, a destra, è preceduto da una breve gradinata che termina in uno protiro, con colonne probabilmente di epoca romana. La cattedrale ha un impianto a croce latina, con un braccio sinistro visibilmente più profondo del destro. La cappella dedicata a S. Gerardo, si trova nel braccio destro del transetto. Le reliquie del patrono sono ospitate in un'urna, posta all'interno dell'altare di scuola napoletana, datato alla prima metà del Settecento, in marmi policromi, che reca una statua di S.Gerardo in legno, sempre policromo. Il Santo è rappresentato assiso sul trono, nell'atto di benedire, e reggente la mitra e il pastorale. La scultura, risale al XV secolo, ed è stata restaurata nel 1880, come indica un'iscrizione sulla base dell'opera. E' inserita in una maestosa scenografia di gusto barocco, affrescata sullo sfondo della cappella: il patrono è contornato da due figure femminili, recanti una la croce e l'altra la fiaccola. Nella lunetta possiamo ammirare un affresco che ricorda il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino, operato dal Santo nelle campagne potentine. L'altare maggiore è stato realizzato durante i lavori di restauro del'anno 1870, con pregiate tarsie marmoree recuperate dal precedente altare. Al centro dell'abside si aprono delle scale, ricoperte da una grossa grata, che conducono sotto l'altare maggiore, dove si conservano resti di un mosaico del III - IV secolo d.C., che è stato rinvenuto negli anni Sessanta, durante alcuni interventi di restauro. Esistono sotto l'altare maggiore tracce di una cripta di epoca romanica. La pianta dell'edificio, secondo quanto emerso dagli scavi, pare confermare si tratti di un luogo sacro paleocristiano, mentre non è possibile confermare con certezza che l'area pavimentata a mosaico fosse un martyrion, cioè una zona in cui si custodivano i corpi dei martiri.