Luogo: Benevento Indirizzo: Piazza di Santa Sofia Telefono: 000-000000 Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica Tematica: Chiese, Cattedrali, Basiliche Visitato: 6655 volte Sito Web: Non consultabile!
Descrizione
La Chiesa di Santa Sofia è stata per lungo tempo uno dei più importanti templi dell'Italia meridionale. Costruita in epoca longobarda, dal duca Gisulfo II e completata da Arechi nel 762, ha soltanto una cinquantina di anni or sono, nel corso di un discusso intervento di restauro, recuperato in gran parte il suo aspetto originario, veramente singolare ed unico nel suo genere, liberandosi dagli orpelli e dalle sovrastrutture barocche aggiunte nel corso dei secoli all'impianto primitivo. Sia nella dedica a Santa Sofia, la santa della sapienza, sia nell'ispirazione architettonica bizantina, alla sua costruzione la chiesa si rifà all'omonimo tempio della cristianità di Costantinopoli, riprendendone la pianta esagonale e la volta a cupola, ma andando oltre. Essa infatti esula dalle infuenze architettoniche romaniche e bizantine, fondendo originalità di scelte costruttive volte ad ottenere effetti stlistici/prospettici di notevole impatto. La base esagonale presenta su ogni vertice colonne provenienti verosimilmente da un tempio dedicato a Iside, e sulle quali poggia la cupola, che nella sua versione originaria era molto più bassa dell'attuale, fatta costruire a seguito del disastroso terremoto che colpì pesantemente la città del 1688 e che fu seguito da un altro evento di eguali dimensioni nel 1702, nel corso del quale anche il campanile romanico (realizzato nel XII sec.) cadde sul protiro, distruggendolo completamente. All'esterno di questo esagono, cosa assolutamente innovativa architettonicamente, si trova un decagono ai cui lati stanno pilastri in pietra calcarea e due colonne ai lati dell'ingresso. I pilastri sono disposti a raggiera, con i lati paralleli al muro perimetrale, a creare un gioco prospettico strabiliante, il quale ricorda in un certo qual modo, le forme delle tende usate negli accampamenti dai Longobardi, durante i loro spostamenti per l'Europa. La forma delle pareti esterne è inoltre a tratti circolare, a tratti a forma di stella, il che contribuisce ad intensificare questo gioco prospettico. Degli affreschi che decoravano la zona absidale, con scene della vita di Gesù, della Vergine e dei Santi sono rimaste tracce, che indicano chiaramente come essi ricoprissero tutta la superfice interna della chiesa, secondo il gusto del periodo. Oltre che per la sua importanza come tempio e per la sua bellezza, Santa Sofia divenne famosa nel primo Medioevo, anche per la presenza dello omonimo Scriptorium, che utilizzava la scrittura beneventana, il cui valore ed uso si andava diffondendo in tutta la Cristianità. Interventi di ampliamento realizzati nel secolo XII, come si diceva in precedenza, crearono un protiro a quattro colonne all'ingresso principale, sormontato da un bassorilievo di Gesù in trono, andato perduto durante il terremoto della fine del sec. XVII, ed un campanile romanico, sul lato sinistro della chiesa, che pure in quell'occasione venne distrutto. Le sovrastrutture barocche vennero aggiunte nel 1698, in seguito al primo degli episodi sismici, per volere del futuro papa Benedetto XIII, l'arcivescovo Orsini, che modificarono consistentemente l'impianto originario, trasformando la pianta in modo interamente circolare, costruendo due cappelle laterali, mutando l'aspetto delle zone absidali, dei pilastri e della facciata, rimasta intatta fino ai giorni nostri. Se la facciata rimane quella barocca, la singolare forma della pianta originaria e gli absidi furono riportati negli anni '50 alla versione longobarda, così come furono eliminate le cappelle aggiunte in epoca settecentesca.
Opinioni
Utente: Massimo Mantoan Opinione: Chiesa di eccezionale valore architettonico. Vale da sola una vitista a Benevento. Attenzione agli orari.E' aperta anche di pomeriggio sul tardi ma conviene telefonate.
Ottimo anche il Museo del Sannio con bellissimo Chiostro.
Io sono andato nel luglio 2006