Luogo: Avellino Indirizzo: Piazza Duomo Telefono: 000-000000 Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica Tematica: Chiese, Cattedrali, Basiliche Visitato: 3883 volte Sito Web: Non consultabile!
Descrizione
I lavori per la costruzione del duomo di Avellino iniziarono nel XII secolo per volontà del vescovo Roberto e si conclusero sotto il vescovo Guglielmo, che ebbe il merito di portarvi le reliquie di San Modestino, aumentando il prestigio della città e della nuova sede vescovile. L'urna con i resti di San Modestino fu ritrovata in modo casuale sotto una colonna monolitica, dopo che il vescovo ebbe organizzato una campagna di scavo nella colonia romana. La cattedrale fu da subito pensata di proporzioni monumentali, che ancora oggi si possono ammirare e vennero usati, per la sua costruzione, un gran numero di materiali romani riutilizzati: segno di difficoltà finanziaria, ma anche di volontà di continuità col glorioso passato. L'imponente costruzione, dedicata all'Assunta, è stata oggetto di vari restauri e ampliamenti, dovuti agli effetti di terremoti e guerre: sul finire del '600 si presentava in stile romanico mentre già nel '700 furono realizzati i soffitti a cassettone con quadri di Michele Riccardi e nell'800 il vescovo Francesco Gallo avviò il lavori di restauro verso una nuova concezione neoclassica della chiesa. L'ultimo restauro fu voluto dal vescovo Pasquale Venezia e fu terminato nel 1985. La facciata, di marmo bianco e grigio, fu realizzata dall'architetto Pasquale Cardola intorno al 1860 in stile neoclassico ed era origianariamente in muratura ricoperta di intonaco e dal finestrone non entrava luce. Due nicchie con San Modestino da Antiochia a sinistra e San Guglielmo da Vercelli a destra, affiancano il portone principale. Il portale centrale è raffigurato con alcune scene del passato religioso e civile della città di Avellino ed entrambe le tre porte sono in bronzo cesellato, opera dello scultore Giovanni Sica. L'interno è a croce latina ed è diviso in tre navate mediante pilastri, nelle navate laterali, con soffitti decorati con storie della vita di Gesù e della Vergine, si aprono dieci cappelle ed in una si può ammirare la statua in legno dell'Immacolata, molto importante per la devozione popolare. Per quanto riguarda la navata maggiore, domina nel centro la raffigurazione dell'Assunzione in Cielo della Beata Vergine Maria, lavoro settecentesco di Michele Ricciardi. Le reliquie di San Modestino son conservate nella cappella del Tesoro di San Modestino che si trova, insieme alla cappella della SS. Trinità, ai lati del transetto. Un altare di marmo, opera di Cosimo Fanzago e risalente alla seconda metà del Cinquecento, è situato nell'imponente zona absidale, mentre la cripta è composta da tre navate ed è decorata con affreschi risalenti al Settecento. La cripta, secondo il parere di alcuni storici, un tempo era la cattedrale della Civitas Abellini Longobarda e in essa riposano alcuni vescovi avellinesi. Il campanile, eretto sul lato destro della cattedrale, presenta una base costruita con pezzi di edifici romani del I secolo a.C. ed è stato sopraelevato in un secondo momento, mediante una cupola a cipolla.