Luogo: Padova Indirizzo: Riviera Tiso da Camposampiero Telefono: 049/8293469 Giorni per visitarlo: Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica Tematica: Monumenti civili Visitato: 3802 volte Sito Web: La Specola ...
Descrizione
Questa Torre è uno dei simboli più rappresentativi della città. In origine essa faceva parte dell'antico castello duecentesco di Padova, nell'era della dominazione di Ezzelino III da Romano, e la sua fama era legata alla crudeltà del tiranno. Infatti, si dice che Ezzelino nella Torre grande tenesse rinchiusi e torturasse i suoi prigionieri. I successivi signori di Padova, i Carrara, costruirono un nuovo castello sui resti del vecchio, e la Torre fu dipinta con i colori della famiglia a riquadri bianchi e rossi. Di queste decorazioni oggi resta solamente qualche traccia: ad esempio si può vedere un frammento di un'iscrizione carrarese nell'edificio accanto alla Torre, che nel Settecento fu trasformato nella Casa dell'Astronomo. Molto più preziosa è invece una Madonna con Bambino collocata in un ambiente a nord della Torre, e che probabilmente doveva in qualche modo proteggere i soldati in caso di un attacco. Successivamente il castello perse la sua funzione difensiva e dopo un lungo periodo di disuso, la vicenda della Torre arrivò ad una svolta. Nel 1761, infatti, per decreto del Senato veneziano venne istituito un osservatorio astronomico per l'Università padovana. L'incarico di progettare e realizzare l'edificio è affidato a un abate, Giuseppe Tolaldo, che decise di utilizzare la Torre alta del castello per le sue caratteristiche di solidità strutturale e per la sua collocazione all'interno della città, ideale per l'osservazione astronomica. In particolare, la Torre era idonea perchè consentiva un'ottima osservazione verso sud, ovvero verso il meridiano celeste, punto cruciale per lo studio del moto degli astri. E'così che, dopo dieci anni di lavori, nel 1777 la Torre divenne Specola, ovvero Osservatorio, diviso in una parte inferiore a 16 metri dal suolo sulla parete est, e una parte superiore a 35 metri dal suolo nella zona delle merlature. A questa struttura furono aggiunte due piccole cupole, che dovevano contenere degli strumenti e una torretta per permetterne l'accesso. I due osservatori diventeranno rispetttivamente sala meridiana e sala delle figure, l'uno perché vi si facevano misurazioni e studi relativi al meridiano celeste, l'altro perché era decorato da affreschi. L'osservatorio superiore, costruito a pianta ottagonale e dotato di grandi finestre alte quasi sei metri, era adibito all'osservazione astronomica con diversi tipi di cannocchiale: da questo ambiente era possibile osservare la volta celeste da ogni angolazione, utilizzando anche la terrazza adiacente. Era stata inoltre costruita una terrazza sopra la sala meridiana per gli studi di metereologia. In seguito la Specola subì rimodernamenti, sia della strumentazione, sia della struttura, come l'aggiunta di una terza cupola nell'Ottocento o l'edificazione di un padiglione nuovo sul bastione adiacente per accogliere il rifrattore di Mertz. In anni recenti la struttura è stata restaurata allo scopo di ripristinare l'antico ambiente di osservazione astronomica e dal 1994 è stato istituito il Museo della Specola.